Ora vi annoio con un po' di storia.
Etichetta discografica protagonista di un ventennio di musica nera, la Motown non rappresenta solamente un punto di riferimento artistico, bensì una pietra miliare della storia moderna. Grazie ad artisti del calibro di Marvin Gaye, The Temptations, Diana Ross and the Supremes, Stevie Wonder, The Four Tops, The Jackson 5 e molti altri [responsabili di ben 110 top ten hits dal 1971 al 1961], quel geniaccio di Berry Gordy Jr. è riuscito a dare il via ad una rivoluzione culturale che ha portato alla fine della segregazione razziale negli Stati Uniti.
"Into the '60s, I was still not of a frame of mind that we were not only making music, we were making history. But I did recognize the impact because acts were going all over the world at that time. I recognized the bridges that we crossed, the racial problems and the barriers that we broke down with music. I recognized that because I lived it. I would come to the South in the early days of Motown and the audiences would be segregated. Then they started to get the Motown music and we would go back and the audiences were integrated and the kids were dancing together and holding hands." - Smokey Robinson
Non si potevano fare foto all'interno, purtroppo, quindi dovete accontentarvi della mia misera descrizione.
Tutto quanto è così com'era un tempo. La guida ci guida [ma và?] attraverso le stanze di quella piccola casa che rappresentò l'ombelico del mondo musicale per così tanti anni.
La semplicità attraverso la quale si materializza il genio delle persone che vi lavoravano è a dir poco disarmante: come fare per migliorare la voce di un cantante? Aggiungiamo un po' di riverbero, naturalmente! Però è il 1960, non lo posso aggiungere al computer, e non c'è molto che possa aiutare. Serve uno spazio adatto. Detto fatto, facciamo un buco sul soffitto e ci cantiamo dentro. Ebbene, quel buco è ancora lì, e se ci si va sotto e si schioccano le dita viene la pelle d'oca a sentire che il suono che esce da quel soffitto buio e polveroso è l'intro di Baby Love delle Supremes.
Pelle d'oca che si mantiene a livello pressoché costante per tutto il tour, e raggiunge il picco in altre due occasioni. La prima quando noti che il distributore di merendine è ancora quello degli anni 60, e che le preferite di Stevie Wonder sono le quarte da sinistra, sempre le quarte da sinistra, nemmeno un cieco si sbaglierebbe. La seconda quando si entra nel leggendario Studio A [non c'è uno studio B, però fa figo chiamare il tuo unico studio in un modo che lasci intendere che tu ne abbia molti altri]. In quella stanza incidevano i Funk Brothers. Chi??? Eh, loro suonavano ad orecchio, senza spartiti, e non si esibivano dal vivo. Però hanno registrato più canzoni finite al primo posto in classifica di Elvis, Beatles, Rolling Stones e Beach Boys MESSI INSIEME.
E poi in quella stanza c'è uno splendido Steinway nero. Chi l'ha usato per l'ultima volta? Marvin Gaye per incidere Let's Get It On. Chi ha gli occhi lucidi e lo sta accarezzando ora? Io.
P.S.: Senza l'aiuto di una splendida persona non avrei potuto vivere nessuna di queste emozioni. Thank you, Chris Samfilippo.
ok baby!!it's soul time!
RispondiEliminaGrandioso Pasq!!! Certo che con questo blog quando torni a casa non avrai più nulla da raccontarmi!! :-D
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