Arrivo a Venezia di buon'ora, così ho un po' di tempo da trascorrere con le poche persone sopravvissute a quella catastrofe chiamata overbooking. Ci sono ancora le tipe che aspettano un volo per Atlanta da 5 giorni e i nonnini che si son fidati dei biglietti del figlio, non sapendo il destino che li attendeva. Marshall,un ragazzo del Michigan che vive nello Utah, non c'è più: speriamo sia riuscito a partire ieri.
Io stavolta il mio biglietto l'ho comprato, così posso dirigermi a testa alta verso il check-in della British Airways, armato soltanto della speranza di ritrovare la mia valigia una volta giunto a Detroit. Mi fanno pure scegliere i posti per entrambi i voli: per andare a Londra son riuscito ad accaparrarmi il finestrino, per New York mi resta comunque un comodo posto corridoio. Ironia della sorte, il gate è lo stesso di domenica. Destiny calls!
Il volo per Londra trascorre felicemente tra le braccia di Morfeo. Non vi stupirete se vi dico che pioveva. Dopo essere stato derubato di 20 sterline per un viaggio di sola andata con destinazione Heathrow, arrivo finalmente al meraviglioso Terminal 5, che si chiama terminal ma è grande come due aeroporti italiani.
Passo i controlli di sicurezza senza difficoltà [e ci mancherebbe altro, mica sono un terrorista!] e mi godo un paio d'ore di relax prima di recarmi al gate. Al momento dell'imbarco, un inglese dall'aria minacciosa strappa il mio biglietto e mi assegna un posto diverso dal mio sudato 19F corridoio. C'è scritto 12G, e penso subito che sia una fregatura. Mi avranno dato uno di quei posti in mezzo a tutti, quelli da cui riesce ad uscire solo l'ispettore Gadget. E, visto come è iniziata la mia avventura, sono anche abbastanza sicuro che i miei vicini di posto saranno un obeso, un vecchio puzzolente ed un neonato insonne con le coliche.
Faccio un po' di inventario e catalogo quanto segue:
- Sedile modello Star Trek con pulsantiera retroilluminata per regolazioni al limite del contorsionismo;
- Poggiapiedi con inclinazione variabile;
- Generoso schermo touchscreen da 10 pollici;
- Super telecomando che funziona anche da telefono [previa strisciata Mastercard, naturalmente];
- Cassetto estraibile dove mettere le scarpe;
- Plaid, ipercomodo - Copia del Times
- Cuffie super dolby surround
- Una bustina contenente una mascherina per gli occhi, tappi per le orecchie, spazzolino, dentifricio, calzini comodissimi, balsamo per le labbra, crema idratante, salviettina viso all'albicocca, due bustine di contorno occhi al pro-collagene ed un buono sconto del 20% per non so cosa.
Alla mia destra [in business class significa a mezzo metro dal mio sedile] si siede un ragazzo che ha tutta l'aria di essere stato baciato dalla fortuna come me. L'accento lo tradisce, rivelandone le origini vicentine. Ebbene si: due veneti a Buckingham Palace, tutti e due increduli. God save the Queen.
Nel frattempo l'hostess passa di nuovo a chiedere se va tutto bene, consegnandomi il menu del giorno. C'è anche la carta dei vini. Questa volta non dispone di un misero vassoietto, ma è armata di un carrello colmo di ogni ben di dio. Vengo subito rifornito di noccioline e decido finalmente che un viaggiatore di business class merita molto più che semplice acqua. Opto per un Sauvignon Blanc neozelandese, l'hostess me lo fa degustare prima di versarmene un calice. Passerà poi diverse volte a chiedermi se ne desidero ancora. Decido che per cena avrò un insalata di salmone affumicato, seguita da trota gallese in salsa di limone, piselli alla menta e patate novelle al forno. Una panna cotta per dessert può andare bene. Posate pulite ad ogni portata.
Sorseggio il mio caffè, degna conclusione di un ottimo pasto, quando faccio la conoscenza di Albina. Sta dall'altra parte del separé e viaggia con la figlia Victoria, di anni 2. Lei è una ragazza ucraina di 28 anni, che vive nel Connecticut da un bel po' e sta tornando dall'Italia, dove è stata a trovare la famiglia del marito. La conversazione è piacevole, ed a tratti vi si unisce anche Alberto, l'amico vicentino. Scopro così che Albina, tra le tante cose, è stata per 10 anni un'acrobata al circo. Ora fa la mamma a tempo pieno, occupazione altrettanto ricca di insidie.
Riempio il modulo della dogana in due minuti, tanto non ho nulla da dichiarare. Tiro fuori il portatile e metto nero su bianco l'inizio della mia avventura. Ora Albina e Victoria dormono abbracciate, e mi sa che un pisolo me lo faccio pure io. Ci vediamo nella grande mela.
è iniziata la tua vita da businessman! ti hanno già riconosciuto...
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