Arrivo accompagnato da Steve, il superpapà più figo del mondo, il quale porta me, Eugenia e Giovanni [colleghi economisti] a banchettare nel più americano dei Buffalo Wild Wings.
Cercando di digerire il lauto pasto a base di ribs&wings, ci dirigiamo verso The Big House.
Con The Big House si definisce lo stadio di football della University of Mighigan. Lo usano una decina di volte all'anno [6 partite in casa, le cerimonie di laurea e, molto raramente, qualche altro evento]. Ecco, dato che lo usano così di frequente hanno ben pensato di costruire lo stadio più grande d'America: 109.901 persone. Per confronto, la popolazione di Ann Arbor è di circa 114.000 persone. Ah però!
Peccato che non ci si possa entrare!
Arrivo poi alla mia nuova casa, ovvero la casa di Mike, in Brown Street. Il dito sopra la foto è il mio, ma non ho il tempo di photoshoppare e non avevo un cappellino come i veri fotografi [vero Simo?].
Il mio amico batterista deve andare al lavoro, fa la guardia in una residenza di studenti. Significa che deve aiutare le persone ubriache a prendere l'ascensore.
Conosco Liz, la sua supersimpatica e supertatuata inquilina, e mi metto a mio agio.
La serata passa in compagnia di Phil e Levi, bevendo caffè [si, caffè italiano, perchè uno dei millemila pregi di Levi è quello di amare il buon cibo ed il belpaese] e ricordando i loro tempi patavini.
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